martedì 22 gennaio 2008

Povero Antonio...

Ma come?!

Alla mostra di Canova la vera star è Bernini?!
Questa è proprio bella... il povero Antonio si è visto rubare la scena da Gian Lorenzo!

Per carità, le sculture di Canova sono stupende, Paolina è veramente strabiliante... sembra di averla davanti veramente! Ma Apollo e Dafne del Bernini (1621-23) è qualcosa in più. Il marmo si fa aria, la plasticità della forma e la storia narrata a tutto tondo, la rendono meravigliosa e "meravigliante". Ogni volta che vedo queste opere straordinarie, non posso che interrogarmi (ed essere un po' invidiosa!) sull'ingegno e sulle capacità di questi artisti. Non potendo fare niente del genere, mi resta "solo" che andarle a vedere!


Apollo e Dafne

Per osservarla al meglio occorre partire dal fondo, dalla schiena di Apollo e girare in senso antiorario, in questo modo si può davvero "leggere" il mito che ci racconta e sentire il crescendo di emozioni.

da Wikipedia: la scena è spettacolare e terribile al tempo stesso. Rincorsa da Apollo, Dafne si protende in avanti, la sua metamorfosi si compie ed è visibile nelle mani che prendono la forma di rami e di foglie, i capelli e le gambe si trasformano in tronco e i piedi in radici; Apollo la guarda incredulo, ma rimane impassibile, mentre lo sguardo della Ninfa è al contempo sbigottito e pieno di spavento.

Il Mito ha naturalmente un risvolto morale, interpretabile anche in chiave cristiana, per cui poteva essere esposto nella casa del cardinale Scipione Borghese, che si traduce nelle parole di Maffeo Barberini scritte per essere esposte sul basamento:
"Il Piacer doppo il quale corriamo o non si giunge mai, o quando si giunga ci riesce amaro nel gustarlo"
Nell'ottica cristiana il significato è quello della difesa della virtù della donna che sfugge alle insidie del piacere fino alle estreme conseguenze e la delusione amara per l'amante che ha inseguito un piacere effimero.

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